mercoledì 2 marzo 2011

LUCREZIA BORGIA

                                 LUCREZIA  BORGIA


perchè Lucrezia Borgia, in questa mia galleria ideale di donne? perchè anch'essa, come tante altre, è stata succube di una società prettamente maschilista, società pronta ad esaltarne l'erotismo ed ignorando le sue capacità intellettuali.

quello che leggerete qui, sono dei brani presi da wikipedia


Lucrezia Borgia (Subiaco, 18 aprile 1480Ferrara, 24 giugno 1519) fu figlia illegittima di papa Alessandro VI e della sua amante Vannozza Cattanei.
Ricordata come una donna di affascinante bellezza, si ritrovò spesso coinvolta negli intrighi delle corti italiane del suo tempo, legata alle fortune della sua potente famiglia; ammirata e temuta allo stesso tempo[1], perfetta castellana rinascimentale, acquistò la fama di abile politica e accorta diplomatica.
La famiglia di Lucrezia, nel corso della storia, ha finito per incarnare la spietata politica machiavellica e la corruzione sessuale attribuita come caratteristica ai papati rinascimentali. Suo padre Alessandro VI e suo fratello Cesare organizzarono per lei diversi matrimoni con uomini importanti e potenti, allo scopo di promuovere le proprie ambizioni politiche.
In questo contesto, i libellisti e i nemici dei Borgia hanno tramandato di Lucrezia un'immagine di femme fatale, ruolo che le è stato fatto recitare in molte opere d'arte, romanzi e film, che però è ancora da documentare seriamente. Non si hanno infatti sufficienti conoscenze sulla vera Lucrezia per essere certi o meno se le storie circa il suo coinvolgimento nei crimini del padre e del fratello siano vere.

Alla corte estense del suo terzo marito, Alfonso I, Lucrezia fece dimenticare il suo passato e diventò popolarissima grazie alla sua bellezza e alla sua intelligenza. Disinteressandosi della politica e promuovendo invece una fantasiosa ed intellettuale vita di corte, celebrata da poeti come l'Ariosto, il Bembo, il Trissino, Ercole Strozzi raccolse attorno a sé uomini tra i più famosi del Rinascimento.

 Lucrezia Borgia nacque a Subiaco, oggi in provincia di Roma, il 18 aprile 1480. Suo padre era il cardinale spagnolo Rodrigo Borgia,[2] arcivescovo di Valencia, che nel 1492 sarebbe stato eletto Papa della Chiesa cattolica con il nome di Alessandro VI. La madre era invece una donna di origine mantovana, tal Vannozza Cattanei contessa di Casa Candia, amante di Rodrigo per ben quindici anni.

Duchessa di Ferrara [modifica]

Lucrezia Borgia ritratta da Dosso Dossi (1518).


A questo punto il padre di Lucrezia poté organizzare un terzo matrimonio a lui più necessario. Allo scopo di rafforzare la signoria di Cesare in Romagna, diede Lucrezia in sposa ad Alfonso I d'Este, erede legittimo del ducato di Ferrara.

Il 30 dicembre del 1501 i due si sposarono per procura, e un mese dopo Lucrezia fu accolta presso la sua nuova corte. Il nuovo marito non solo non desiderava sposarsi, ma temeva la moglie, anche a causa della terribile fama dei Borgia. Si sposò per timore del potere del Papa e di Cesare e dietro le pressioni del padre, il duca Ercole I d'Este, che dal matrimonio avrebbe acquisito nuovi privilegi per la propria corte. Tuttavia appena vide Lucrezia fu affascinato dalla sua bellezza.
Da Alfonso, Lucrezia ebbe sei figli, Alessandro d'Este (1505); Ercole II d'Este (1508-1559), duca di Ferrara; Ippolito II d'Este (1509-1572), cardinale; Eleonora d'Este (1515-1575); Francesco d'Este (1516 – 1578); Isabella Maria d'Este (1519-1521). Lucrezia dedicò molto tempo ai figli, ad esempio si propose di vestrli in modo semplice, adeguato alle loro occupazioni, avrebbe voluto, diceva, «vederli scoppiare dalle risate, abbandonarsi al divertimento senza costrizioni di nessun genere, lasciarsi andare a tutti i giochi adatti alla loro età».[4]

Alla corte d'Este Lucrezia si rifece delle accuse che le erano state spesso mosse nel passato, facendosi apprezzare attraverso il suo mecenatismo d'arte e trascorrendo una vita abbastanza morigerata, anche se nei primi anni ebbe almeno due amanti: il futuro cardinale Pietro Bembo e il cognato Francesco II Gonzaga. Il Bembo le dedicò Gli Asolani, dove cantò la sua bellezza e la sua virtù, mentre l'Ariosto ne celebrò la virtù in una stanza dell'Orlando furioso e nelle Satire.
Negli ultimi anni di vita ebbe una profonda crisi religiosa e si fece terziaria francescana, comunicandosi ogni mattina e passando lunghe ore del giorno in preghiera.

2 commenti:

SAGGEZZA

CONFERME

El sueno de la razon produce monstros

CORNOVAGLIA

CORNOVAGLIA

STELLE D'ORO

S'è CAPITO CHE ADORO I MICI???????????????????


era una notte buia e tempestosa

OSCAR WILDE

Sogna come se dovesi vivere sempre, vivi come se dovessi morire oggi.
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Quando si è giovani si pensa che i soldi siano tutto, quando si è vecchi... si scopre che è così!
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La vita non è altro che un brutto quarto d'ora, composto da momenti squisiti
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É sempre con le migliori intenzioni che si sono prodotte le opere peggiori
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La vita è una cosa troppo seria perché si possa parlarne sul serio
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L'unico modo per liberarsi da una tentazione è cedervi

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ULISSE


Fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza"






e volta nostra poppa nel mattino
de’remi facemmo ali al folle volo,