domenica 10 aprile 2011







L' ERETTEO DI ATENE         LOGGIA DELLE CARIATIDI



Eretteo

L'antico tempio, elegante costruzione composita a nord dall'Acropoli
Subito dopo l’ingresso nell’Acropoli, alla sinistra, si trova l'Eretteo (Erechthion), costruito fra il 421 e il 395 a.c.
Il tempio in stile dorico e ionico presenta una pianta asimmetrica eterogenea, causata dal dislivello del terreno e dalla presenza di numerosi luoghi di culto racchiusi, i più importanti dei quali erano dedicati ad Atena Poliade, Eretteo, Poseidone e Cecrope.
I costi di realizzazione del tempio furono altissimi: costruito interamente in marmo pentelico era ornato da ricche decorazioni. L'Eretteo era anche la mèta del corteo delle Grandi Panatenee. Nei secoli successivi, fu inoltre adoperato come chiesa e deposito militare.
Orientato verso il Partenone, potete notare la Loggia delle Cariatidi, noto anche come portico delle Cariatidi. L'architrave è sostenuta da sei statue di oltre 2 m raffiguranti figure femminili. Quelle esposte adesso sono solo copie: cinque delle originali rimosse nel 1977 a causa del deterioramento si trovano al Museo dell'Acropoli, mentre la sesta fu portata via da Lord Elgin.
La facciata ovest dell’Eretteo è stata ricostruita dai romani. Nel cortile adiacente, un olivo secolare ricorda il luogo dove era piantato l'olivo sacro di Atena. La leggenda narra che qui spuntò il primo ulivo della città quando la dea Atena toccò la terra con la sua lancia.
Dietro sporge una roccia che offre una bellissima vista sul Plaka e su parte della città romana, dal quale sono visibili l’arco di Adriano e il tempio di Zeus.

( preso da:  GRECIA TURISMO)


 ( Il pezzo qui sotto è TRATTO DA WIKIPEDIA)
Nonostante la grande importanza del culto tributato ad Atena nel grande tempio (prima l'ekatónpedon, poi il Partenone) sulla sommità dell'Acropoli, questo santuario, dedicato alla dea Atena Poliade (protettrice della città), era legato a culti arcaici e alle più antiche memorie della storia leggendaria della città, costituendo il vero nucleo sacro dell'Acropoli e dell'intera città. In questo luogo si sarebbe infatti svolta la disputa tra Atena e Poseidone: vi si custodivano le impronte del tridente del dio su una roccia, un pozzo di acqua salata da cui sarebbe uscito il cavallo, dono del dio, e l'olivo, donato dalla dea Atena alla città. Qui il re Cecrope, metà uomo e metà serpente, avrebbe consacrato il Palladio, la statua della dea caduta miracolosamente dal cielo. Il santuario ospitava inoltre le tombe di Cecrope, di Eretteo e un luogo di culto dedicato a Pandroso, la figlia di Cecrope amata dal dio Ermes.
In epoca romana prese il nome di "Eretteo" (Erekteíon, ovvero "colui che scuote"), dall'appellativo di Poseidone.
Nei pressi, tra l'attuale edificio e il Partenone era sorto inoltre il tempio arcaico dedicato ad Atena Polias, protettrice della città, distrutto dall'invasione persiana nel 480 a.C.
Questo tempio fu sostituito da un nuovo edificio, iniziato nel 421 a.C. e terminato nel 407 a.C., in marmo pentelico, opera dell'architetto Filocle. La necessità di ospitare i diversi culti tradizionali, collocati su un'area con un forte dislivello (più elevata a sud-est e più bassa di circa 3 m a nord-ovest) determinò una pianta insolita.
Il tempio si compone di un corpo rettangolare anfiprostilo (ovvero con colonne nella parte anteriore e posteriore del tempio, solitamente 4), ma con gli intercolumni (spazi tra le colonne) chiusi da setti murari dotati di ampie finestre. L'interno era suddiviso in due celle a livello diverso: quella orientale, più alta, che ospitava il Palladio, e quella occidentale, più in basso, suddivisa in tre vani, che ospitava, i culti di Poseidone e del mitico re Eretteo. Al corpo centrale si addossano la loggia con le Cariatidi a sud, che custodisce la tomba del re Cecrope, e un portico a nord, più sporgente del corpo centrale verso ovest, che proteggeva la polla di acqua salata fatta sgorgare da Poseidone . Davanti al basamento pieno che sorregge le colonne della fronte occidentale si trovavano l'ulivo di Atena e la tomba di Pandroso.
Le colonne si presentano particolarmente snelle ed eleganti e il tempio era ornato da una raffinata decorazione, (basi delle colonne, la fascia decorativa che sormonta il muro laterale, con un motivo di fiori di loto e palmette, il fregio della trabeazione, in pietra scura di Eleusi, sul quale erano applicate figure scolpite in marmo bianco).
Le statue delle Cariatidi, forse opera dello scultore Alcamene, sono attualmente sostituite da copie, mentre gli originali sono stati conservati al riparo nel Museo dell'Acropoli. Una delle cariatidi angolari, rimossa da lord Elgin, si trova oggi al British Museum di Londra.
Il tempio è stato descritto da Pausania, insieme con l'Acropoli, nel libro I della sua Periegesi.



PERCHè QUESTO POST?

Perchè questo post?  perchè questo piccolo tempietto mi è sempre piaciuto, il suo stile la sua eleganza la sua leggerezza quasi eterea, queste donne fanciulle che con altera  levità sembrano reggere il peso dei sogni....
e poi quando un giorno ci siamo incontrate, sono stata lì ferma ad ascoltare i loro racconti, mi avevano riconosciuta, si ricordavano di me, mi avevano visto attraverso le foto, intanto che io le ammiravano loro guardavano me. 
Che buffo, io pensavo di guardare un pezzo di carta, invece loro mi vedevano e capivano i miei sogni.
Le care fanciulle nel corso dei secoli avevano affinato ancora di più le loro sensibilità.
Da allora dal nostro primo ed unico incontro, sono passati tanti anni, ma ogni volta quando c'incontriamo dentro un pezzo di carta, una musica dolce un profumo un sentore d'antico di nuovo d'eternità, ci fa volare dentro i nostri sogni.



1 commento:

SAGGEZZA

CONFERME

El sueno de la razon produce monstros

CORNOVAGLIA

CORNOVAGLIA

STELLE D'ORO

S'è CAPITO CHE ADORO I MICI???????????????????


era una notte buia e tempestosa

OSCAR WILDE

Sogna come se dovesi vivere sempre, vivi come se dovessi morire oggi.
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Quando si è giovani si pensa che i soldi siano tutto, quando si è vecchi... si scopre che è così!
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La vita non è altro che un brutto quarto d'ora, composto da momenti squisiti
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É sempre con le migliori intenzioni che si sono prodotte le opere peggiori
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La vita è una cosa troppo seria perché si possa parlarne sul serio
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L'unico modo per liberarsi da una tentazione è cedervi

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ULISSE


Fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza"






e volta nostra poppa nel mattino
de’remi facemmo ali al folle volo,