martedì 5 ottobre 2010

LO SPECCHIO

La mattina, appena alzata, è bello specchiarsi e darsi il buongiorno piacevolmente stupita dall’immagine nitida e bella che lo specchio, come pezzo di diamante, rifrangendosi in se stesso, nitidamente ti rimanda.

E’ bello vedere la propria immagine sciogliersi dentro quel lago d’acqua limpida, ed entrare dentro quella superficie morbida e duttile, come l’oro bianco.

Un mercurio fermo e falso, come i commerci del suo dio; un dio capriccioso e bizzarro, che negli anni si è divertito a mutare la me stessa.
 Piccolina e poi cresciutella; sempre bella, bellissima.
Ed egli passa le sue mani sul mio viso, con le dita argentee e setose sfiora il mio corpo, non tralascia nessuna curva, nessuna sinuosità, e si diletta nel mostrarmi un’immagine piena e desiderosa, pelle vellutata, incantata;
d’estate, d’inverno, sempre il vestito della mia pelle risplende di luce propria, il sole dell’estate l’arrossa dolcemente, mi diventa nera scura bruna dolcissimamente affocata, i capelli lunghi e setosi; gli occhi grandi enormi cigliati, le labbra tumide e rosa. 

Mi vedo giovane e bella, e per sempre e per tutta l’eternità, e mi piaccio. Per anni e anni e anni, il mio specchio fedele, si diletta, e io con lui.
Ma noi donne sappiamo di tutto questo, la dolce gioventù macina desideri irresistibili, terrori, angosce, paure, e tutto ci ruota attorno, in un vortice lento si inabissano le nostre paure, e si cresce, si cresce perdendoci nei nostri sogni.
Poi, piano piano, lo specchio comincia a muoversi, impercettibilmente, quasi per caso; il mercurio, un giorno, ondeggia un poco di quà, un poco di là, e la mia immagine con lui.
Dispettoso il giovane Dio, struscia le sue ali sulla superficie dello specchio e la mia pelle va in frantumi.
Un giorno per caso, dentro lo specchio mi sembra di scorgere le mie sorelle, ma proprio in quel momento loro non sono in casa, e loro sono più grandi di me, e la nostra somiglianza è sempre stata molto vaga; un giorno per caso hanno detto che si capisce che siamo sorelle. 

Come una pazza sono corsa a casa, davanti allo specchio; ma no ! c’è qualcosa di vago, di lontano, certo sono le mie sorelle! Diciamo che l’aria di famiglia comincia a viaggiare anche su di me, e un giorno per caso mi hanno rassicurata, si la gente ancora pensa che io sia la figlia dell’una o dell’altra, ah! Ecco dov’era la somiglianza. Specchio, specchio delle mie brame, ti prego non tradirmi.

Passa il tempo, e un giorno per caso ci vedo qualcosa, lì dentro, che mi ricorda una mia zia; ma se mi fermo e mi guardo, la me stessa di sempre mi guarda smarrita, cosa sta succedendo?!?!...

Un giorno per caso e ancora di corsa, vedo una donna strana e matura che getta uno sguardo di sbieco e fugge via.
Ma chi è quella là?
Tante donne, giorno dopo giorno, mi osservano da lì dentro, tutte diverse, tutte mutevoli.

La sempre Lei, la bellissima, uguale sempre uguale;
adesso è sempre diversa, diversa, diversa.
Il caldo, il freddo, la stanchezza, il sonno, le emozioni, l’alba del mattino appena alzata, la notte prima di dormire, tornare a casa con i pesi della spesa, struggersi per l’odio, l’invidia, il rancore; struggersi per ogni passione, arrendersi a tutte le emozioni; e per riavermi devo stare li ferma, devo sorridermi, devo truccarmi, devo implorare lo specchio che si fermi, che non ondeggi di qua e di là, devo aspettare che mi ridia me stessa.

Una lunga processione di donne, sfilerà li dentro per ogni mio sguardo. Fino a quando vi incontrerò le antiche donne che pullulavano la mia infanzia.

E potrò raccontarmi le storie di una volta, ed infine, fra le mie braccia ninnerò quella vecchina, e lei mi accarezzerà dolcemente, fino a sparire dentro il nostro lungo, stretto, terribile abbraccio

3 commenti:

  1. Ocibi saluta la stella, ciao

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  2. Ciao Stella Polare
    vorrei avere un'informazione da te. Il mervaiglioso quadro della donna riflessa allo specchio che usi in questo post sapresti dirmi di chi è e dove si trova? grazie in anticipo. ciao

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  3. Ciao prof Liccia, purtroppo non mi ricordo proprio da dove ho preso quel quadro che ti interessa tanto, sono immagini che prendo qui e là, per rendere più gradevole il blog. una buona serata.

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ULISSE


Fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza"






e volta nostra poppa nel mattino
de’remi facemmo ali al folle volo,